House Ad
House Ad
  • Agorà
  • Nóva100
Daniele Bellasio

Danton di Daniele Bellasio

RSS Feed

Chi sono

Sono nato nel 1974 a Milano. Mi sono laureato in Giurisprudenza. Ho iniziato a lavorare al Foglio quotidiano come correttore di bozze. Sono diventato praticante giornalista al Borghese. Dopo un passaggio alla tv finanziaria del gruppo Class sono tornato al Foglio. Come giornalista professionista, vivendo tra Milano e Roma, mi sono occupato soprattutto di esteri e poi di economia, fino a diventare vicedirettore esecutivo del Foglio. Sono sposato con Gaia e padre di Rocco Francesco. Ho sempre avuto paura dei cani fino a quando ho conosciuto Scerpa. Sono molto interista e mi piace il ciclismo. Se abitassi in America, seguirei i Knicks. Considero le Langhe il paradiso in terra. Non posso più non dirmi cristiano e credo nel libero mercato e nella libera persona. Adoro da sempre i giornali e negli ultimi tempi ho cercato di studiare l'evoluzione virtuale, e speriamo virtuosa, della carta stampata, prima al Foglio e ora al Sole 24 Ore.

30 maggio 2012 - 13:30

"The tipping point"

Image

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

TAGS: Siria

30 maggio 2012 - 13:06

Ecco che cosa ha fatto Bashar dopo aver "accettato" il cessate il fuoco

Ufficialmente Bashar el Assad, rais siriano, avrebbe accettato il piano in sei punti per riportare la calma nel suo paese. Ufficialmente. Ma che cosa ha fatto dal 12 aprile - data del piano - a ieri, quando ha incontrato l'ex segretario generale dell'Onu, Kofi Annan? Lo spiega bene Jeffrey White, già alto ufficiale dell'intelligence e ora analista del Washington Institute, uno dei migliori think tank al mondo sui temi mediorientali.

Ecco che cosa ha fatto il regime di Damasco, nelle ultime settimane:

- il massacro di oltre 100 civili a Hula, tra cui 49 bambini;

- violazioni continue del cessate il fuoco;

- incremento di azioni come raid nei centro abitati;

- repressione delle manifestazioni;

- bombardamenti di aree civili;

Con questa tattica:

- eliminare aree sotto controllo dei ribelli e distruzione delle formazioni del Free Syrian Army;

- tagliare servizi essenziali (acqua, elettricità, telefoni) per isolare i centri della resistenza al regime;

- bombardamenti di zone civili;

- chiudere varchi di fuga al confine e provocare scontri ai confini con Turchia, Libano e Giordania;

- sforzi per riprendere il controllo delle aree contese attraverso un largo dispiegamento di forze regolari e irregolari.

E altro ancora.

I bambini siriani e la cruenta miopia del mondo

 

Permalink Commenti (2) TrackBack (0)

Categorie: Politica estera

facebook twitter ok notizie

TAGS: Siria

30 maggio 2012 - 10:46

Il dilemma siriano secondo Philip Gourevitch

The horrors in Syria are symptoms of a tangle of political crises that present no clear course of action for the United States, or its allies, or any other constellation of the international community.

via www.newyorker.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

30 maggio 2012 - 10:24

Hollande non esclude un intervento militare in Siria

Il presidente francese, François Hollande, risponde a Bernard-Henri Lévy e non esclude un intervento militare in Siria:

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Politica estera

facebook twitter ok notizie

TAGS: Hollande, Siria

29 maggio 2012 - 17:32

La lezione coreana per la Grecia e per l'Europa

Korea came clean rapidly about the true magnitude of its public and private indebtedness, retooled its economy and improved competitiveness. Greece has done little heavy lifting, be it restructuring debt, defaulting or leaving the euro. Denial and delay are setting the euro zone back.

via www.bloomberg.com

E se poi lo avessimo capito già due anni fa... avremmo anche risparmiato molti soldi dei contribuenti europei. Ma, certo, andavano salvate le banche più esposte sul fronte greco, cioè quelle francesi e tedesche.

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Economia, Finanza, Politica estera

facebook twitter ok notizie

29 maggio 2012 - 17:16

"Abominable"

"What is very clear is this was an absolutely abominable event that took place in Houla, and at least a substantial part of it was summary executions of civilians, women and children," said Rupert Colville, spokesman for the U.N. High commissioner for Human Rights. "At this point, it looks like entire families were shot in their houses."

via www.huffingtonpost.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

29 maggio 2012 - 15:25

Si parla tanto di Hamilton

But the Hamiltonian tradition differs from liberalism in fundamental ways.

via www.nytimes.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Economia, Finanza, Politica americana

facebook twitter ok notizie

TAGS: Hamilton

29 maggio 2012 - 11:17

I bambini siriani e la cruenta miopia del mondo

Basta digitare su Google "Syria and children" per avere un elenco degli orrori. Si parla di bambini, ragazzi di 13 anni, torturati; si racconta, secondo fonti dell'opposizione, di bimbi uccisi con le mani legate dietro la schiena. Si parla, si racconta, ma in realtà si tace.

Il mondo sembra distratto da una feroce realpolitik che rende poco credibili tutti i piani di pace; quanta ipocrisie in queste parole: piano di pace, quando si sa benissimo che per il regime di Damasco è soltanto un modo per prendere tempo, accogliere gli aiuti iraniani e sperare che nel silenzio dei vicini arabi la resistenza sia fiaccata e tutto passi.

Perché ormai è chiaro che per la leadership alauita del paese la repressione violenta è l'unico modo per tentare di mantenere il potere. E' uno status quo che il mondo, l'Europa, l'Onu, gli Stati Uniti sono disposti ad accettare? E' questa la stabilità che vogliamo?

Nessun piano di pace, tantomeno quello che l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan prova a più riprese a imporre al rais Bashar el Assad, può funzionare se non è rafforzato dalla minaccia di serie conseguenze. Senza una vera sanzione, nessuna regola è credibile.

Il mondo sta mostrando il suo vuoto di leadership non soltanto nelle pur gravi questioni finanziarie, ma soprattutto nelle gravissime crisi umanitarie che scoppiano qua e là come focolai impazziti.

Certo, spesso ci siamo lamentati, noi "diplomatici" europei, di un atteggiamento definito "da cowboy" degli Stati Uniti d'America, ma poi ci ritroviamo qui, impotenti o quasi, quando il cowboy dismette i panni dello sceriffo che mantiene l'ordine nel selvaggio west per indossare la feluca di chi invece preferisce "leading from behind", cioè guidare da dietro le quinte il nuovo (dis)ordine mondiale.

La domanda per le nostre coscienze e per le nostre cancellerie è: che cos'hanno fatto di male i bambini e i ragazzi siriani per meritare la nostra distratta realpolitik? Perché in Libia c'è stata una pronta e tutto sommato compatta reazione della comunità internazionale e invece la Siria sembra soltanto un punto lontano sulla cartina geografica?

Si dice: ma la Russia frena e conta; ma la Cina frena e conta; ma l'intervento militare è difficile o impossibile. Tutte cose vere, ma tutti ostacoli superabili da una compatta azione della comunità internazionale. Il modo migliore per evitare guerre e violenze è dimostrare l'unità negli intenti e nelle azioni almeno sul fronte delle democrazie. Il modo migliore per non evitare guerre e violenze è farsi distrarre dalle analisi "realpolitiche", come l'Iraq, la Bosnia, il Ruanda hanno dimostrato.

Basta andare sul sito dell'enciclopedia britannica e digitare Hafiz el-Assad per trovare questo breve, ma significativo racconto: "When the Muslim Brotherhood mounted a rebellion in Hamāh in 1982, Assad ruthlessly suppressed it at a cost of some 20,000 lives and the near destruction of the city". Ventimila morti, la città praticamente distrutta, così il padre dell'attuale rais impose la sua pace in Siria. Dall'inizio delle rivolte, nel marzo 2011, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, sono oltre 13.000 i morti in Siria. Così il figlio...

Che cosa intende fare l'Europa? Che cosa intende fare l'Onu? Che cosa intende fare la Lega araba? Che cosa intendono fare gli Stati Uniti?

Negli ultimi mesi, quasi in solitaria, la Turchia di Recep Tayyip Erdogan ha assunto un ruolo di leadership nella regione, ha mostrato un modello di organizzazione dello Stato ai paesi in via di rinascita dopo le primavere arabe e ha lanciato moniti spesso inascoltati sulla situazione siriana, sulla tragedia del popolo siriano.

Il ruolo della Turchia è il baluardo attorno al quale la comunità internazionale può costruire un fronte compatto teso alla risoluzione della crisi siriana. In questo processo è indispensabile che i paesi arabi si assumano le loro responsabilità (e se Europa e Stati Uniti si mostreranno attivi, lo faranno).

Se la comunità internazionale si mostrerà attiva e compatta, infine, anche la (pragmatica) Russia modificherà la sua linea di strenua difesa del regime di Damasco. Il resto seguirà.

Restando invece con le mani legate non si fermano le stragi dei bambini e si va dritti dritti, dopo un bilancio sempre più grave di morti, verso l'ennesima guerra regionale. Più che realismo, questa è cruenta miopia.

Permalink Commenti (4) TrackBack (0)

Categorie: Politica americana, Politica estera

facebook twitter ok notizie

TAGS: Siria

28 maggio 2012 - 14:58

"It was a baby"

"By God, I washed the dead bodies of nine children. One was less than 9 months old!" a man screamed to a U.N. observer. "Why are they treating us like animals? We are humans. Did the infant carry an RPG? Was he a fighter? It was a baby, he had a pacifier in his mouth."

via edition.cnn.com

Il video mostra immagini drammatiche a un mondo che non vuole vederle. Che cosa deve ancora accadere in Siria perché la comunità internazionale si svegli dal suo torpore realpolitico?

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

28 maggio 2012 - 12:26

A proposito degli Assad

Political dissenters were eliminated by arrest, torture, and execution, and when the Muslim Brotherhood mounted a rebellion in Hamāh in 1982, Assad ruthlessly suppressed it at a cost of some 20,000 lives and the near destruction of the city.

via www.britannica.com

Che cosa hanno fatto di male i ragazzi e i bambini siriani per meritare la nostra orrenda realpolitik? Questa domanda mi ronza in testa da ore.

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

28 maggio 2012 - 12:07

13.000 morti

Oltre 13mila persone, in maggioranza civili, sono morte dall'inizio della rivolta in Siria a metà marzo 2011. Lo riferisce l'Osservatorio per i diritti dell'uomo precisando che le vittime sono 9.183 civili, 3.072 membri dell'esercito e 794 disertori.

via www.ilsole24ore.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

28 maggio 2012 - 11:32

Senza Fede

Non capisco nulla di nuoto, ma mi colpisce una cosa. I servizi dei tg di sabato sera erano incentrati, per quanto riguarda questo sport, su quanto l'amore faccia bene alla coppia composta dai due fuoriclasse del nuoto Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Oggi il mood, l'umore dei giornali, è l'opposto: qualcosa non va! E nel giro di 24 ore...

Ecco, questo è il sintomo di un vizio tutto italiano, quello di voler parlar d'altro. Hanno vinto perché sono degli sportivi in gamba, hanno perso perché stavolta qualcuno è stato più in gamba di loro.

Il resto è noia.

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Sport

facebook twitter ok notizie

TAGS: Federica Pellegrini, Filippo Magnini

28 maggio 2012 - 11:09

Truman - Alieni alle mode

Dalla Domenica del Sole 24 Ore del 27 maggio 2012

Una delle cose più difficili da fare al cinema è un remake: il paragone con l’originale è spesso più impietoso perfino di quello con il libro da cui una pellicola è tratta. L’impresa è ancora più ardua in tv. Per le operazioni nostalgia è essenziale azzeccare il momento, cogliere l’attimo in cui il pubblico ha voglia di ricordarsi di qualcosa che fu e aggiungere ciò che richiede il nuovo tempo. Dal 25 maggio, ogni venerdì sera, arriva su Italia 1 “V”, i Visitors nella versione contemporanea. Dal 22 maggio, ogni martedì sera, su Italia 2 si rivedono invece i “Visitors” del 1984.

Coraggioso e curioso riproporre entrambe le storie nello stesso periodo; ironico il riferimento nella prima puntata di “V” a Independence Day, “che poi è un remake” di tante serie tv sulle invasioni aliene. “Veniamo in pace, sempre”. Mah. Rivedere i Visitors di 25 e passa anni fa dà l’impressione di guardare oggi una di quelle mitiche saghe giapponesi piene di combattimenti con capriole in aria come Megaloman, peraltro rintracciabile sul canale Man-ga; però c’è il personaggio letterario, in tutta la sua ambiguità: Diana. Vedere invece “V” è soprattutto osservare Anna. Anna è uno schianto, Anna è leader, Anna domina la scena fin da quando appare in primo piano nella pancia dell’astronave madre. Anna ha un guardaroba da maestra indiscussa dell’eleganza. Il primo “Visitors” era un continuo ruotare attorno all’idea di seduzione del bene e del male. Il nuovo “V” preme sul tasto del desiderio diffuso di trovare o un salvatore o un capro espiatorio per la crisi, per le crisi.

Nel primo “Visitors” la resistenza era più simile a quella storica, nel secondo non potevano non esserci anche l’Fbi e l’allarme terrorismo. Ma per gli appassionati di serie tv quelli che vengono da altri mondi oggi sono vampiri, dinosauri, zombie, personaggi e bestie nate e vissute in altre epoche. L’extraterrestre non si porta più tanto, anche se la nuova astronave sembra uscita dalla penna di uno stilista. “Esiste qualcuno che sia brutto tra i Visitors?”. No, e come al solito ci si divide pro e contro.

http://danielebellasio.blog.ilsole24ore.com/

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Televisione

facebook twitter ok notizie

TAGS: Visitors

28 maggio 2012 - 10:46

Il NYTimes racconta l'altra rivoluzione del dopo Berlusconi

Since Mr. Berlusconi stepped down from his post as prime minister last year, returning to life as a media mogul, the digital era finally seems to have dawned in Italy.

via www.nytimes.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie

25 maggio 2012 - 12:59

Tre scenari su quello che hanno detto Berlusconi e Alfano

Tutto quello che hanno detto oggi Silvio Berlusconi e Angelino Alfano è funzionale a questo scenario:

Casini e l'Unione di centrodestra

e tiene conto di quest'altro scenario:

Maroni farà della Lega una specie di Csu,

oltre naturalmente a essere l'ovvia risposta a quest'ulteriore scenario:

Bersani e i sassi nello stagno di Vasto.

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Politica italiana

facebook twitter ok notizie

TAGS: Berlusconi

25 maggio 2012 - 11:12

Feldstein spiega i fallimenti dell'euro ma dice che l'Italia è in "good shape"

Is the euro a failed experiment, or can it yet survive? Gideon Rose, the editor of Foreign Affairs, interviews Martin Feldstein, the Harvard Professor and author of "The Failure of the Euro." Feldstein explains the consequences of the European debt crisis, noting the differences among Greece, Italy, Spain, and others.

via www.foreignaffairs.com

Permalink Commenti (1) TrackBack (0)

Categorie: Economia, Finanza

facebook twitter ok notizie

24 maggio 2012 - 11:24

Bersani e i sassi nello stagno di Vasto

Il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, sa che dalla foto di Vasto non si scappa. Questa - l'alleanza del Pd con Sinistra e libertà di Nichi Vendola e l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro - per il centrosinistra è la prima e per ora unica strada percorribile verso le elezioni.

La si può tirare un po' verso il centro per attrarre qualche scontento del (fu) Terzo polo, la si può tirare un po' verso sinistra per sfruttare la scia di François Hollande, la si può "grillizzare" un po', ringiovanire un po', rottamare un po', ma insomma per adesso alternativa non c'è. Bersani lo sa e per il momento si tiene stretto il punto fermo.

Non è detto però che sia un bene per il centrosinistra avere già bell'e pronta una soluzione. Non tutti ne sono contenti, anzi molti sembrano guardare a questa prospettiva come a una cosa un po' ovvia, inevitabile, non entusiasmante, anche se rassicurante e perfino abbastanza naturale ed efficace. Queste cose Bersani le sa e dunque sta attento a cogliere novità, magari qualcuna la sta pure pensando, preparando.

Perché nello stagno di Vasto potrebbero presto essere buttati dei sassi. Per esempio da Matteo Renzi, che a Repubblica ha detto che dal Pd non esce neanche con le cannonate, che se si candida o no non interessa a molti oggi, che insomma bisogna parlare di contenuti e di rinnovamento. E' indubbio però che Renzi ha un potenziale politico personale molto ampio. Il Pd farebbe bene a considerare il sindaco di Firenze più come una risorsa che come un problema, anche se per il momento non pare così. (Anche perché Renti potrebbe mettere il suo potenziale al servizio di nuove discese in pista, leggi: Montezemolo).

La foto di Vasto non è la riedizione dell'Unione, anche perché al centrosinistra manca un nuovo Romano Prodi, ma certo non è nemmeno una vera novità, non sembra di per sé colmare l'ansia di cambiamento profondo che pare emergere senza se e senza ma dal voto recente e dai sonsaggi.

Per queste ragioni la foto di Vasto oggi sembra inevitabile ma restano aperte due finestre. In una si può inserire Renzi, con una candidatura alle primarie (del partito o della coalizione?). Dall'altra invece può entrare il solito papa straniero, magari sotto forma di ministro del governo Monti (anche nel centrodestra circola un'ipotesi simile). Dunque il punto fermo c'è, le variabili possibili pure.

E gli altri?

Casini sa che può fare l'Unione di centrodestra

Maroni sa che può trasformare la Lega nella Csu

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Politica italiana

facebook twitter ok notizie

TAGS: Bersani, Renzi

23 maggio 2012 - 16:43

Casini e l'Unione di centrodestra

Pierferdinando Casini sa di essere il candidato più forte al ruolo di Romano Prodi del centrodestra. E lo sa da tempo. Nel senso che nel centrodestra da rifondare si fa sempre più strada l'idea di creare lo schema identico ma opposto rispetto a quella che fu l'Unione di centrosinistra guidata da Romano Prodi. L'idea non è nuova, ma ora le condizioni sembrano esserci.

Mettere assieme tutti i moderati, cioè tutti quelli che non stanno nella fotografia di Vasto (quella con Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro) e magari anche qualche cattolico che oggi è nel Partito democratico, per ora è l'unica prospettiva politica possibile per un centrodestra in bilico tra débacle elettorale, carte in mano ancora a un Silvio Berlusconi meditabondo, pure troppo, e attesa per due possibili sorprese: la discesa in pista di Luca Cordero di Montezemolo (a luglio in via ufficiale, dopo la lettera al Corriere della sera di oggi?) o l'arrivo di un papa straniero sotto forma di ministro del governo Monti.

Intanto si moltiplicano, sempre nell'area liberal-moderata, le iniziative dal cosiddetto basso, che poi sono il frutto di una fase che ha bisogno come il pane di novità. (Del resto, il primo che fa una cosa vince). Si veda per esempio l'autoconvocazione dei giovani liberali di Zero+ per sabato 9 giugno a Roma. E' molto, molto presto per definirla una Leopolda dell'altra parte (anche perché manca un Matteo Renzi, e non è cosa da poco), ma sicuramente non soltanto nel centrosinistra si stanno organizzando i rottamatori. E certamente le Leopolde e le novità hanno più appeal nei confronti dell'opinione pubblica dei commissariamenti, delle correnti, degli azzeramenti di segreterie di partito, del ritorno di vecchi notabili più o meno (ri)organizzati, delle trattative estenuanti tra componenti di ex, post, neo forze politiche stanche e già provate e riprovate.

Silvio Berlusconi sa essere un leader molto pragmatico e molto propenso a giustificare qualunque alleato pur di usarlo come mezzo per arrivare alla vittoria (o quasi), dunque a condizioni chiare e patti nuovi potrebbe accettare un ruolo da federatore dell'area moderata di Pierferdinando Casini. Lo stesso Casini sta ponendo come condizione fondamentale per tentare di riunire l'area moderata il fatto che questo schema non serva per indebolire o, peggio, concludere l'esperienza del governo Monti. Il resto verrebbe da sé, gli altri pure.

Ovviamente federatore, anche per volere dello stesso Casini, non significa ineluttabilmente candidato premier o premier. Per Casini ci potrebbero essere altre e magari più alte prospettive. Dunque, resterebbe libera una posizione importante da ricoprire con esponenti di peso e di esperienza provata. Per esempio Monti, nel caso il governo dovesse (ri)conquistare la popolarità dei primi tre mesi. O per esempio qualche papa straniero, qualche outsider in arrivo, nel caso in cui all'esperienza si preferisse una grande novità (vagheggiata peraltro da settimane).

E gli altri?

Maroni farà della Lega una specie di Csu

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Politica italiana

facebook twitter ok notizie

TAGS: Casini, centrodestra

22 maggio 2012 - 16:21

Maroni farà della Lega una specie di Csu

L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, segretario in pectore della Lega nord, sa che deve rifondare il movimento creato da Umberto Bossi.

Basta guardare alcune fotografie pubblicate oggi sui giornali per capire che c'è qualcosa che proprio non va, non va più. Nelle immagini infatti si vede lo stesso Maroni, solo, che in conferenza stampa commenta ammettendola la sconfitta alle amministrative e davanti c'è un Alberto da Giussano e dietro c'è il simbolo ripetuto del partito, quello con (ancora) la scritta "Bossi".

Che cosa può fare Maroni? Primo, dichiarare, come ha fatto ieri, chiusa la traversata nel deserto degli scandali e della successione al senatur. Secondo, creare una nuova classe dirigente a lui fedele: nella Lega gli esponenti di peso non mancano affatto e il serbatoio delle amministrazioni locali, sebbene un po' svuotato, è ancora abbastanza florido. Terzo, ben calibrare il patto di governo del movimento con Luca Zaia, presidente e soprattutto rappresentante del Veneto. Quarto, riaprire il dialogo con quel che resta o con quel che sarà il Popolo della libertà, il centrodestra. Non c'è altro spazio e la corsa solitaria, ammesso che ne esistano le condizioni, si addice a leader profeti e testimoni come Bossi più che a esponenti pragmatici come Maroni.

Già ieri Maroni ha detto ad Angelino Alfano, con cui ha un buon rapporto, che "se il Pdl nel prossimo futuro toglierà l'appoggio a Monti e ammetterà di aver sbagliato si può tornare a discutere". E' l'inizio.

Maroni sa e può fare questo: trasformare la Lega in un partito del nord più tradizionale e più rassicurante e più pragmatico, sul modello della Csu bavarese. La nuova Lega, dunque, sarà un movimento meno di cuore e di piazza e di urla e più di testa e di governo e di proposte, sebbene comunque all'opposizione del governo Monti.

Del resto, soltanto così Maroni può sperare di raccogliere almeno una parte del voto in uscita dal Pdl al nord, quello che non digerisce l'esecutivo tecnico.

La carta del voto di protesta, almeno per il momento, è certamente appannaggio di altre forze politiche, vecchie e nuove, ed è poco credibile una battaglia anti casta invocata nelle parole di leader che hanno passato gran parte dell'ultimo decennio al governo, a Roma come in molte Regioni, soprattutto dopo le ultime polemiche nate dalle inchieste sull'utilizzo dei rimborsi elettorali e su The Family.

Il problema per Maroni è che per dialogare con il centrodestra bisogna capire che cos'è e soprattutto che cosa sarà il centrodestra. Lo ha detto ieri l'ex ministro: c'è da vedere "che cosa succede nel Pdl, con Alfano che ha annunciato intenzioni rivoluzionarie dopo questo voto e sono qui che aspetto". E' l'inizio.

 

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Politica italiana

facebook twitter ok notizie

TAGS: Lega nord, Maroni

22 maggio 2012 - 13:16

Grandi traslochi al Cremlino

Russian President Vladimir Putin names seven former cabinet ministers as aides, in a move expected to weaken Prime Minister Dmitry Medvedev's new government and shift power to the Kremlin.

via www.worldcrunch.com

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

facebook twitter ok notizie
 

Ultimi post

  • "The tipping point"
  • Ecco che cosa ha fatto Bashar dopo aver "accettato" il cessate il fuoco
  • Il dilemma siriano secondo Philip Gourevitch
  • Hollande non esclude un intervento militare in Siria
  • La lezione coreana per la Grecia e per l'Europa
  • "Abominable"
  • Si parla tanto di Hamilton
  • I bambini siriani e la cruenta miopia del mondo

Articoli consigliati

  • Truman - A Babele le mamme parlano tutte la stessa lingua
  • Truman - Tutto su due madri
  • Truman - La vendetta è come un arco
  • Truman on line - House dolce House
  • Truman - La solitudine dei numeri infantili
  • Truman - Domande dietro le quinte
  • Truman - Il maestro Manzi sarebbe già online
  • Truman - Il "Toso" alla prova della realtà
  • Truman - Quel genio di Walter Chiari aveva capito tutto
  • Truman - La Domenica sportiva batte Twitter

Categorie

  • Economia
  • Film
  • Finanza
  • Libri
  • Musica
  • Politica americana
  • Politica estera
  • Politica italiana
  • Religione
  • Sport
  • Televisione
  • Web/Tecnologia

Archivi

  • maggio 2012
  • aprile 2012
  • marzo 2012
  • febbraio 2012
  • gennaio 2012
  • dicembre 2011
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011
  • agosto 2011

Pagine

  • Chi sono

Link

  • Gazzetta Economica
  • Il blog di Emanuel Derman
  • David Frum
  • Grasping Reality with the Invisible Hand
  • Uneasy Money
  • Marginal Revolution
  • The Money Illusion
  • The conscience of a Liberal
  • The center of the Universe
  • Chicago Blog

Album Fotografici

I nostri blog