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Marco, non spiegarmi Fame

Una delle canzoni più famose, ma meno citate oggi sulle timeline che frequento è Fame. La cosa non mi stupisce perché Fame è una canzone ruvida, misteriosa, ipnotica ma grezza, in realtà un enigma per bambini uomini e uomini bambini. David la definì perfino “maligna, arrabbiata”. Una cantilena. Certo, molte canzoni di David sono enigmi, quasi tutte hanno quasi sempre qualcosa di misterioso. Ma Fame di più, sebbene per certi versi sia – almeno secondo un ignorante musicale come me – tra i brani meno sofisticati di David, certamente poco sofisticato nel testo. Sembra un giochino feroce. E’ una canzone che ogni volta che la senti cambia, cambia anche se ascolti la stessa identica versione. Sembra lo faccia per dispetto. Ovviamente può cambiare moltissimo con una semplice virgola mutata in qualche arrangiamento. Sembra lo faccia per ripicca. Ecco, Fame. E’ una delle prime canzoni che mi fece ascoltare Marco Teardo, il mio migliore amico​, cui devo l’incontro con David, oltre a tante, tante, tante altre cose. Beh, glielo confesso ora: Marco, io Fame non l’ho mai capita, mi ha perfino spesso disturbato. Ho provato a convicermi in ogni modo che sì, è un vero capolavoro. Non sono un tecnico, certamente, e ci sono sicuramente cultori della musica capaci di spiegarmi perché lo è un capolavoro. Non ho nemmeno mai capito perché proprio quella canzone, proprio Fame è stata un record americano di David. Recita Wikipedia: “Fame divenne il maggior successo di Bowie negli Stati Uniti fino a quel momento. Si trattò del suo primo numero 1 nella classifica Billboard Hot 100 riservata ai singoli, per due settimane, e il primo a entrare tra i top 10 in America, ma raggiunse solo la diciassettesima posizione in Gran Bretagna. In Canada arrivò prima, nei Paesi Bassi sesta e in Norvegia nona. È uno dei singoli più venduti di Bowie degli anni ’70. Bowie affermò successivamente di non aver mai pensato all’epoca che la canzone potesse riscuotere un tale successo come singolo”. Ecco, neanche David amava Fame, neanche lui aveva capito o creduto in quel brano nato quasi per caso dall’incontro con John Lennon (dico: John Lennon)? O non è stata davvero capita dai tanti che proprio per questa ragione l’hanno amata. Io ho amato di più Rock’n Roll Suicide, Modern Love, Life on Mars, Letter to Hermione e tutto il resto da Hermione a Lazarus, soprattutto Time, la sorella bella di Fame. Mi manca anche la rabbia distaccata dei Tin Machine che ascoltavo girovagando solo in un Mall dell’Illinois dove comprai il disco. Ma Fame? Qualcuno mi faccia capire Fame. Vi prego. Anzi no, Marco, continuo ad ascoltarla senza capirla, senza capire se la amo, ogni tanto pensando che sia maligna, arrabbiata, ma restandole abbracciato, attaccato, avvinghiato, abbrancato. Come alla vita. Hi, David.