Quando a un cognome si
aggiunge il termine “caso” si spersonalizza il tutto e si perde spesso il senso
vero delle cose. Così il caso Sindona o il caso Ambrosoli. Ecco, l’avvocato
Ambrosoli. E’ tornato in mente e sulla bocca di molti il ricordo dell’avvocato
Ambrosoli per un “grave fraintendimento”, così si è scusato il senatore a vita
Giulio Andreotti, per quel “se l’andava cercando”. E la storia dell’avvocato
Ambrosoli, oltre che da Giovanni Minoli stasera su Raidue, sarà raccontata da
Antonello Piroso su La7 domenica 12 settembre, la prossima, alle 21 e 30, in
uno speciale di Niente di Personale. A seguire inoltre ci sarà il film di
Michele Placido, “Un eroe borghese”, dedicato appunto al legale ucciso perché
tentava di spiegare e risolvere anni di intrighi politico-finanziari. Il
racconto di Piroso è stato fatto e registrato a VeDrò, due settimane fa. C’ero
e ne sono felice. Perché il racconto di Piroso è commovente, preciso, mai
pesante e sempre ritmato nelle paure, nelle rabbie, nel voler raccontare senza
pregiudizi una storia drammaticamente italiana. Raccontare una tragedia per
chiudere con la forza dell’ottimismo e del coraggio e di un abbraccio non è
cosa da poco. Va vista, ascoltata, pensata, questa tragedia. Piroso si è letto
tutto quello che è stato scritto su Ambrosoli e ne ha fatto una sintesi
giornalistica e teatrale che non ha lacune in un senso e nell’altro. Parola e
video e soprese. Che ora non anticipo. Commenti e richiami all’attualità, ma
non ideologia. Alcuni dettagli dimenticati da tutti, o quasi. Bravo Piroso, da
vedere. Anche per sapere che cosa c’era scritto sul diario di un notissimo uomo
politico nella pagina del giorno in cui con quattro colpi di pistola fu ucciso
un eroe borghese, dopo che si era voltato alla frase: “Mi scusi, Avvocato
Ambrosoli”.