Lo stato di salute del motore franco-tedesco dell'Europa è sotto gli occhi di tutti nella sua gravità: è fermo. Dunque in Europa si vive un momento di rimescolamento delle alleanze e dei giochi di sponda. Come andrà a finire? Difficile a dirsi. Anche perché in Europa le alleanze sono sempre fluide e tattiche, legate all'interesse (comune) del momento. Però potrebbe arrivare una sorpresa, prossimamente.
Londra e Berlino hanno un grande interesse comune: che l'euro non s'indebolisca troppo, insomma che non sia svalutato troppo per favorire le esportazioni europee. Hanno poi una sponda comune: Washington, anche e proprio sul tema dell'euro. Certo, c'è il problema dell'esame preventivo dei bilanci degli stati da parte di Bruxelles. Ma questo ostacolo all'intesa tra i due paesi è aggirabile: basta dire che vale soltanto per i paesi che hanno l'euro, e il gioco d'intesa è fatto. Anche lo strano tipo di alleanza, da conservatori liberal, che anima i due governi potrebbe alla fine rivelarsi un punto di contatto efficace.
Ovviamente sulle regole della finanza non si capiscono appieno, ma è anche vero che avendo due economie completamente diverse in tempi di crisi non si fanno concorrenza, non si pestano i piedi. Quindi possono avere conflitti dichiarati, aperti, chiari e semplici – Londra: non troppe regole alla finanza, Berlino: vietiamo i cds "scoperti"; e stesso discorso per gli hedge fund – ma con l'ambigua natura europea della Gran Bretagna questi problemi sono di nuovo aggirabili. Il piede fuori permette a Londra di non essere soggetta ad alcune regole, il piede dentro permette a Londra di influenzarle.
Il punto forte macro, cioè l'euro, e i campi di azione diversi – finanza per Londra e industria ed export per Berlino – potrebbero rendere Merkel e Cameron alleati naturali. Ai danni ovviamente della Francia di Sarkozy, sempre più vista come la leader dell'ampio bacino di consenso crescente a favore di un euro debole, dunque di una politica a forte rischio inflazione. We'll see.