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La partenza spontane(ist)a di #Majorino2016 e quella…

Danton_BellazCome stanno partendo, dal punto di vista della comunicazione, le campagne elettorali dei principali pretendenti alla carica di sindaco di Milano? Dopo i primi spunti tratti dall’inizio gara scapigliato di Beppe Sala e da quello tecno-orgoglioso di Francesca Balzani, ecco il secondo atto, quello che riguarda i candidati per certi e differenti versi più distanti da Matteo Renzi.

Pierfrancesco Majorino l’ampia distanza da Renzi la rivendica ed è il candidato partito prima (già a luglio) e senza tatticismi e incertezze: non ha aspettato ok di partito o contesti favorevoli. E’ partito, punto. Questo depone a favore della genuinità della sua corsa e proprio sulla spontaneità, sull’anima da dare a e per Milano, punta la sua comunicazione, il suo racconto, in qualche modo pensato assieme alla Quorum e a Stefano Origlia, come ha scritto il Corriere della Sera. Sentimenti – “dove c’è amore non c’è nessuna discriminazione possibile” – parole d’ordine nette e col tocco della retorica – “All’ingresso di Palazzo Marino voglio una bella scritta, evidente, ancora più evidente delle targhe oggi presenti. ‘Milano, Comune Antifascista’” –  sinistra, punto. Come c’è un punto nello slogan scelto tra “Milano” e “Una scelta di vita”.

Majorino, peraltro, riesce a tenere assieme due aspetti considerati importanti in questa gara stracittadina: la continuità con la giunta Pisapia, di cui è assessore al Welfare, e lo spirito movimentista che portò lo stesso Giuliano Pisapia a Palazzo Marino cinque anni fa. Allora si parlava del movimento arancione, Majorino oggi punta sul giallo (vedi il suo sito semplice e pop), ma insomma ci siamo capiti, sempre di movimento si tratta.

Avendo fin dall’inizio detto di voler correre, sono ovviamente falliti (finora?) i tentativi di farlo ritirare per facilitare il compito di Francesca Balzani, l’anti Sala per antonomasia, pure più dello stesso Majorino. Sì, perché dal mondo del commissario Expo sono giunti segnali di apertura a Majorino: programmi complementari, si dice in questi casi, tanto che l’idea di un ticket futuro può non apparire certo peregrina. Peraltro un osservatore maliziosissimo, come Danton vuole essere, potrebbe segnalare che qualche giorno fa il sito di Majorino si apriva così, con questa foto:

Majorino

 

E dopo qualche giorno, sempre il sito di Majorino ricorda che i prossimi appuntamenti sono:

MajoSala

Majorino ovviamente copre la parte sinistra della coalizione, ma accortamente mostra di essere più interessato agli elettori che ai partiti della parte più a sinistra della coalizione (sul punto la lezione renziana della – pardon – disintermediazione ha fatto scuola). Non ha rotto con il Pd e questo gli è valso il rispetto e la stima espressi nella conferenza stampa di fine anno dal premier Renzi. Usa bene, tanto e da sempre i social, Majorino, però, si differenzia da Renzi anche nella preferenza accordata a Facebook rispetto agli hashtag di Twitter.

Il rischio per Majorino è sembrare troppo preoccupato di cose tutto sommato marginali in termini di governo di una città, come il vade retro Ncd o la purezza adamantina del regolamento e dello svolgimento delle primarie (ha chiesto un garante morale, ma in realtà ci sarebbe già un comitato di garanzia).

L’altro pericolo che corre Majorino è di apparire (troppo) un candidato di bandiera – finora non è accaduto, ma a ridosso del voto il richiamo della scelta utile si fa sentire anche alle primarie – e questo pericolo si aggrava se continua a esporre idee e progetti troppo radicali e spontaneamente troppo legati alle battaglie della sinistra più tradizionale. In fondo Milano è Milano.

(Se Danton oggi dovesse scommettere, scommetterebbe appunto su un ruolo di Majorino come ancoraggio a sinistra di una corsa di Sala contro centrodestra e centro. Però Majorino non gradirebbe il termine ticket. Per ora).

Resta un ultimo interrogativo: dopo che Sala ha scelto la virgola e Balzani il punto e virgola, Majorino opta per i due punti o per il trattino? #sischerza

Ps. L’intenzione era quella di raccontare assieme Majorino e Corrado Passera, i due candidati più distanti da Renzi tra quelli per ora in campo, ma Majorino ha conquistato via via righe su righe, dunque (to be continued…). Alla prossima puntata, forse al prossimo anno. Auguri!

 

  • CorteSconta1 |

    Per Passera un articolo intero é troppo…bastano due righe (…di spalla)

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