L’obiettivo (raggiunto) di Fini

L’obiettivo (raggiunto) di Fini

Fino a qualche anno fa di Gianfranco Fini si diceva: “Si’, bravo, grande retore, ottimo comunicatore, idee fresche, bell’aspetto e portamento istituzionale, ma non sara’ mai presidente del Consiglio perche’ e’ stato missino, insomma e’ stato troppo a destra”. Poi Fini ha rinfrescato ulteriormente le idee sue e di una parte di elettori che si riconoscono in lui. Ed e’ diventato presidente della Camera. Il dubbio dunque che possa ora essere candidabile ed eleggibile a tutto, dimenticato o superato il suo passo, si e’ gia’ insinuato da tempo, visti anche i passaggi da ministro degli Esteri e vicepremier. Ma con l’espulsione o uscita, a seconda dei punti di vista, dal Pdl e’ successa un’altra cosa. Fini non e’ più’ il leader di peso più’ a destra dell’arco parlamentare. Ora quello spazio e’ occupato da altri: Berlusconi e Bossi. Forse e’ solo roba da fumisteria da transatlantico, forse vuol dire poco. Ma e’ comunque un obiettivo raggiunto da Fini e da un mondo politico che ha fatto un cammino, c’e’ chi dice (vedi il bel libro di Salvatore Merlo, giornalista del Foglio) addirittura “una conversione”. We’ll see.

  • Guido 7 |

    Una sola frase lapidaria a ricordo. E’ del grande Montanelli.
    “Fini non dice nulla, ma lo dice benissimo”.
    Qualcuno conosce la politica economica di Fini?
    Unicredit, che ha piazzato il 10% delle sue azioni ai libici,grazie all’asse Berlusconi-Gheddafi, avrebbe trovato a New York o a Londra altrettanti capitali, di questi tempi? Ricordiamo queste cose, quando parliamo male di Berlusconi e salviamo la “istituzionalità” di Fini…

  • Matteo Baidi |

    Bah, non credo!
    Quando si dice che una persona è “furba”, tanto furba non lo è stata.
    Dei veri furbi non ci si accorge.
    E di Fini, da almeno un paio di anni se non di più, sento dire è un “furbone”…
    In una democrazia la moneta di un politico è la fiducia che riscuote.
    In una democrazia.

  • anto |

    Per 10 anni ho rimpianto la Destra, quella vera,quella moderna, sociale, quella di AN post-Fiuggi e di Fini che piccona la DC urlando nelle piazze negli anni ’90. Per questa ragione sono deluso dal Fini degli ultimi 10 anni, abbronzato politico in pantofole che cha ha sacrificato i suoi valori ed il suo coraggio per mangiare le abbondanti briciole che cadevano dalla tavola di FI. Questo strappo è fondamentale, è un (timido) risveglio dell’anima vera della Destra italiana che si ribella alle opache manovre sulla giustizia dei forzisti ed alle mire separatiste della Lega. Ritrovo ora un po’ di speranza per la Destra e per l’Italia, ma penso che Fini da solo non andrà da nessuna parte. Ha bisogno di buoni generali, motivati aggressivi e competenti. Purtroppo dietro di lui vedo solo i proci ubriachi e satolli pronti a farsi massacrare da Ulisse e Telemaco.

  Post Precedente
Post Successivo