Ecco che cosa c’entra uno sciopero sudafricano con il voto italiano

Tra i gravi problemi del sistema di voto per corrispondenza, per gli italiani all'estero, ci può essere anche uno sciopero. Vedi il caso del Sud Africa. Il guaio non è da poco perché ne va anche del diritto di elettori a votare in tempo utile secondo la legge. Sono 4.208.977 gli elettori della Circocrizione estero ed eleggono sei senatori e dodici deputati.

Ecco la segnalazione arrivata via mail in proposito:

"Oggetto: Candidati Pdl Estero denunciano: grave disservizio postale
potrà inficiare risultati elettorali


Poste
Sudafricane, soggetto con il quale il Consolato Generale di Johannesburg e
l'Ambasciata di Pretoria hanno sottoscritto il contratto per il recapito e la
riconsegna dei plichi elettorali, è in sciopero da una settimana, motivo per il
quale non sappiamo quale sarà la sorte di circa 20.000 plichi su un totale di
26.000 spediti agli aventi diritto al voto in Sud Africa.
Tutti
i plichi votati e spediti già da tempo dagli elettori si trovano quindi in
giacenza presso le varie sedi di distribuzione postale (a eccezione di Città
del Capo dove lo sciopero non è in corso) senza la possibilità di essere
recapitati alle sedi consolari entro il termine ultimo, fissato per legge a
oggi, giovedì 21 febbraio, ore 16:00. Le uniche schede che partiranno per
l'Italia ai fini dello spoglio sono quindi quelle – e si tratta di cifre
irrisorie – che sono state riconsegnate manualmente dagli elettori ai Consolati
in queste settimane.
Abbiamo
scritto al Ministro dell'Interno Cancellieri per sapere a quale sorte andrà
incontro il voto regolarmente espresso da parte di oltre 20,000 elettori".

Ma che cosa chiedono i candidati che segnalano il disguido? "Una deroga – dice Sharon Nizza, candidata Pdl nella circoscrizione estera Africa, Asia, Oceania, Antartide – perché appunto la legge prevede un termine, ma un termine che non è stato possibile rispettare per colpa dello sciopero, quello di giovedì 21 febbraio alle 16. Siccome lo sciopero dovrebbe essere revocato lunedì prossimo, basterebbe dare una deroga… Comunque, quello che non funziona è il sistema, il voto postale, pieno di falle, come dimostra questo caso, e per di più costoso…".

Il problema non sembra affatto di semplice soluzione, perché dal ministero dell'Interno fanno sapere che "il ministero non fa altro che raccogliere e diffondere dati ufficiosi nel rispetto del termine perentorio previsto dalla legge e la legge dice che i consolati devono distruggere i plichi giunti dopo la scadenza del termine".

Lo spoglio ufficiale dei voti degli italiani all'estero avverrà nei seggi appositamente
allestiti a Castelnuovo di Porto (in provincia di Roma) lunedì, sotto il controllo di un magistrato di Corte d'appello.

Non è dato sapere quanti voti di elettori italiani residenti in Sud Africa non saranno conteggiati perché non espressi e quanti invece perché non pervenuti per colpa di uno sciopero delle poste. 

  • hermann |

    Basta con ‘sta storia del voto agli italiani all’estero. Massimo rispetto e amicizia con loro, ma con tutti i problemi che abbiamo non possiamo permettercela!! Un altra bella eredità di Tremaglia e del centro-destra!

  • Marione3 |

    7.439 votanti nel 2008, 6.336 nel 2006.
    Perché sarebbero stati 20.000 (con oltre il 90% di affluenza) oggi nel 2013? Se saranno in linea con quei dati lo sciopero avrà fatto danni, fare un calcolo su 20.000 farà sorridere per la pretestuosità

  Post Precedente
Post Successivo