L’obiettivo (raggiunto) di Fini
Fino a qualche anno fa di Gianfranco Fini si diceva: “Si’, bravo, grande retore, ottimo comunicatore, idee fresche, bell’aspetto e portamento istituzionale, ma non sara’ mai presidente del Consiglio perche’ e’ stato missino, insomma e’ stato troppo a destra”. Poi Fini ha rinfrescato ulteriormente le idee sue e di una parte di elettori che si riconoscono in lui. Ed e’ diventato presidente della Camera. Il dubbio dunque che possa ora essere candidabile ed eleggibile a tutto, dimenticato o superato il suo passo, si e’ gia’ insinuato da tempo, visti anche i passaggi da ministro degli Esteri e vicepremier. Ma con l’espulsione o uscita, a seconda dei punti di vista, dal Pdl e’ successa un’altra cosa. Fini non e’ più’ il leader di peso più’ a destra dell’arco parlamentare. Ora quello spazio e’ occupato da altri: Berlusconi e Bossi. Forse e’ solo roba da fumisteria da transatlantico, forse vuol dire poco. Ma e’ comunque un obiettivo raggiunto da Fini e da un mondo politico che ha fatto un cammino, c’e’ chi dice (vedi il bel libro di Salvatore Merlo, giornalista del Foglio) addirittura “una conversione”. We’ll see.