Truman – La solitudine dei numeri infantili

Dalla Domenica del Sole 24 Ore del 15 aprile 2012

“Può il batter d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”. Di solito, peraltro, una buona idea, come questa bella domanda, basta e avanza. In “Touch”, in onda il martedì sera su Fox, ce ne sono almeno cinque. La prima: il rapporto “poco ortodosso” tra un padre e un figlio. (Esistono rapporti “ortodossi” tra padre e figlio?) La seconda: il rapporto tra un padre vedovo perché la moglie è morta l’11/9 e un figlio che non parla. La terza: il rapporto tra un padre in difficoltà e un figlio che non si può toccare. La quarta: il rapporto tra un padre non fuori dal comune e un figlio dotato di un dono: “Vede tutto”. La quinta: il rapporto tra un padre che lavora all’aeroporto JFK e un figlio che decifra i numeri alla base dei collegamenti del mondo. Tutto è connesso, pochi lo sanno e pochissimi colgono le relazioni.

Jake, David Mazouz, il figlio, “vede il dolore in forma numerica”, sa seguire il filo rosso che lega tutto, ma comunica solo con le azioni. Martin Bohm, Kiefer Sutherland, il padre, non sa come affrontare il mistero del figlio, ma impara piano piano a prevedere i suoi pensieri e i suoi gesti. Il principe invisibile ha un quaderno pieno di numeri come quello di Jake e insegna a Martin a fare piccole cose apparentemente insignificanti che possono essere di grande aiuto per molti. È Arthur Teller, cioè Danny Glover (basta lui per dire che la serie vale il prezzo del biglietto), a spiegare a Martin che deve seguire “la tabella di marcia” di Jake.

“Vedere oltre la vista, vedere il mondo in modo molto più bello rispetto a una persona normale”. È la soluzione. Ma come? Basta sapere che dietro ai numeri c’è un significato, che senza un significato la vita è una sequela di segni senza costrutto. È un racconto sul carisma di un ragazzo, sul dono che appare anche come una malattia. Difficile immaginare che possa durare a lungo perché è bello sperare che la sequenza delle cifre abbia un inizio e una fine ravvicinati: vogliamo toccare con mano la verità, anche se non si può. Per fortuna c’è chi osserva le farfalle.

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