Il quorum ha delle ragioni che io non riesco a capire

Referendum dopo referendum mi convinco sempre di più che il quorum va assolutamente abolito. Perché prima della consultazione si fa campagna elettorale soltanto sul quorum o sul no, sul fatto che il voto sia un diritto ma non un obbligo o no, e così, dopo la consultazione, la notizia è soltanto se c'è stato il quorum oppure no. Sembra quasi che sia prima sia dopo il merito dei quesiti sia pressoché insignificante. E questo è un peccato. La presenza del quorum trasforma inevitabilmente e indirettamente la consultazione elettorale in un giudizio generale sull'operato del governo perché il messaggio sottinteso è: se c'è tanto malcontento in tanti vanno a votare e dunque c'è il quorum. Il merito? Boh.

La cosa migliore sarebbe eliminare il quorum per togliere il voto tattico, ma legittimo, dell'astensione e per far sì che sia prima sia dopo il referendum tutto il dibattito sia sul merito più che sul metodo, cioè sull'andare o no a votare.

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  • Lucciolo |

    Sinceramente ho dei dubbi. Il primo è che la presenza del quorum obbliga a mobilitare l’elettorato, cioè ad allargare il dibattito sui temi di pubblico interesse. Se è faticoso, è perché è importante.
    Secondo, perché incentiverebbe la formazione di feudi elettorali a disposizione del Berlusconi di turno: come basta muovere il 5% per conquistare il controllo di una grande SpA, basterebbe coltivarsi il proprio feudo -magari mafioso – per tirar fuori quel milioncino di voti da usare alla bisogna.
    No, ragazzi, l’unico antidoto ai regimetti all’italiana (da Andreotti a Berlusconi) è l’allargamento della base democratica e della libera elaborazione delle opinioni.

  • Daniele Bellasio |

    Come tutte le riforme istituzionali molto originali, vedi per esempio il sistema elettorale australiano, quello che ti fa mettere giù una lista di preferenze tra i partiti, dalla prima scelta in giù, è un’idea affascinante e sarebbe da testare. Le ragioni che la creano sono indubbie.
    Ps. Ma lei c’entra con l’Elfo? Un saluto

  • Nicola Fusco |

    Concordo con Daniele.
    Il quorum avrebbe le sue ragioni, ma queste sarebbero valide solo in un contesto dove non ci fosse un astensionismo importante, come invece capita oggigiorno in Italia.
    In caso contrario, con un non-voto stabile pari al 30% o superiore, la tentazione di non fare campagna pro o contro, ma sul partecipare o meno (con un ulteriore 20% d’astensione si può bloccare qualsiasi referendum!), diviene ovviamente irresistibile.
    Non è chi non veda, io penso, quanto preferibile sia informare e discutere sul merito delle questioni, perchè è solo così che si contribuisce ad innalzare il livello di conoscenza dei problemi e di partecipazione alla vita sociale e politica dei cittadini.
    L’obiezione che, senza quorum, anche solo un 30% dell’elettorato potrebbe abrogare una legge voluta dalla “maggioranza” degli elettori, non tiene, in quanto quella stessa legge, laddove fosse stata promulgata da un governo forte di, poniamo, un 55% dei voti, in presenza di, poniamo, un’astensione del 40%, alla fin fine risulta essere stata in realtà l’espressione del 33% degli aventi diritto… per non dire quanto lo (inevitabilmente) scarso voto estero gravi del tutto indebitamente sul raggiungimento di un quorum.

  • Elio De Capitani |

    Piuttosto che abolire il quorum, proporrei una doppia competizione tra raggiungimento del quorum o, in alternativa, della maggioranza qualificata.
    Mi spiego:
    -Il referendum è valido se vota il 50%+1 degli aventi diritto…
    -… ma è pure valido, indipendentemente dal numero dei votanti, se raggiunge la maggioranza qualificata dei due terzi dei SI.
    Nessuno oserebbe più fare campagna per l’astensione, di fronte al rischio di veder approvato un referendum con solo il 10% dei partecipanti, di cui però almeno i 2/3 si siano espressi per il SI.
    Dovrebbe convincere un sufficiente numero di elettori a votare NO, ma nel contempo lavorerebbe per il raggiungimento del quorum…
    Una bella garanzia di democrazia popolare:
    – con grande rispetto delle minoranze attive, ma senza consegnare del tutto nelle loro mani le chiavi della volontà popolare
    -senza alcun alibi per le minoranze passive.
    Forse questo meccanismo ha dei difetti che non vedo.
    Sono curioso di sapere che ne pensate.
    E, ovviamente, che ne pensa in primo luogo Daniele Bellasio.
    Saluti a tutti…

  • Paola |

    Luca de Biase evidenzia un altro svantaggio del quorum: inficia la segretezza del voto. (Basti pensare a chi ritira alcune schede e ne rifiuta altre). http://blog.debiase.com/2011/06/referendum-lingiustizia-del-qu.html

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